Oncofertilità

Nel corso degli ultimi 40 anni è avvenuto un progresso notevole nel trattamento di tumori. È significativamente aumentato il tasso di sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro. Il trattamento farmacologico è un enorme stress per il paziente stesso, ma anche per tutte le sue cellule – incluse le cellule gametiche. La medicina moderna offre una serie di possibilità attraverso le quali è possibile conservare la fertilità, nonostante l’uso della terapia antitumorale. L’adozione di misure adeguate nel momento della diagnosi, può essere di grande importanza per il futuro. The American Association of Clinical Oncologist (ASCO; Associazione Americana di Oncologi) raccomanda che ogni paziente nell’età riproduttiva, prima che sia sottoposto al trattamento antitumorale, sia informato sugli effetti che la chemioterapia e le radiazioni causano nell’ambito della fertilità, così come sulle possibilità che che hanno i pazienti che vogliono avere figli dopo la guarigione.

Il termine ONCOFERTILITÀ definisce una serie di procedure che aiutano a mantenere la fertilità ai pazienti con diagnosi di tumore. Nel periodo di trattamento (radio- o chemioterapia), gli effetti più dannosi sono legati all’irradiazione delle prossimità delle ovaie e dei testicoli. Dopo una guarigione completa, la produzione degli spermatozoi, cioè delle cellule gametiche maschili, può ritornare, invece nel caso degli ovuli, la perdita può essere purtroppo permanente. Le ovaie sono particolarmente sensibili ai farmaci citotossici che vengono utilizzati durante la terapia, e il cui compito è di combattere il cancro.

PRIMA DI INIZIARE LA TERAPIA ANTITUMORALE

Il metodo principale di protezione della fertilità, ancora prima di iniziare la terapia antitumorale, è la crioconservazione. Con questo termine si definisce il metodo, grazie al quale è possibile una conservazione a lungo termine delle cellule gametiche sotto forma congelata. Il materiale biologico trasferito al laboratorio, viene preparato secondo metodi specifici. Il processo di congelamento è completamente sicuro e controllato. Esso viene eseguito in presenza di particolari sostanze (crioprotettori) la cui funzione è quella di proteggere le cellule contro i danni.

La perdita della fertilità può essere prevenuta tramite:

CONGELAMENTO DEL SEME

CONGELAMENTO DELGI OVOCITI

CONGELAMENTO DEGLI EMBRIONI FORMATI A SEGUITO DELLA PROCEDURA DI FECONDAZIONE IN-VITRO

CONGELAMENTO DEL TESSUTO OVARICO

Esistono anche metodi di protezione della fertilità non legati alla crioconservazione, la cui efficacia è però molto più ridotta. Questi includono, tra l’altro, la protezione ovarica e testicolare al momento dell’irradiazione, o metodi farmacologici, come l’inibizione della funzione ovarica.

La scelta del metodo giusto di protezione della fertilità deve essere riflettuto a fondo e consultato con il medico oncologo ed il medico specializzato nel trattamento dell’infertilità. Deve anche dipendere da:

TUMORI DEI BAMBINI E SUCCESSIVA LA GENIORIALITÀ

L’argomento di mantenimento della fertilità dovrebbe essere presentato anche ai genitori di bambini con diagnosi di tumore. Anche se questo è un argomento psicologicamente difficile, dovrebbe essere sempre discusso dagli oncologi, poiché permette di avere figli nella vita adulta. Le ovaie delle ragazze di età prepuberale non sono ormonalmente attive, per questo il rischio del loro danneggiamento durante la terapia antitumorale è inferiore rispetto a quello delle donne in età riproduttiva. La migliore soluzione profilattica è il prelievo laparoscopico e congelamento del tessuto ovarico, e il suo successivo trapianto nell’età riproduttiva.

Il congelamento del seme è invece il metodo che dà speranza di rimanere padre nell’età adulta ai ragazzi affetti da tumore, se il loro sistema riproduttivo è già attivo. I bambini preparati a tale procedura dovrebbero essere sotto cura psicologica, per via della loro immaturità emozionale e difficoltà nella comprensione dello scopo delle azioni intraprese. La responsabilità giace pertanto sui genitori. Dalla loro decisione giusta dipenderà se i loro figli e figlie potranno godere in futuro della gioia di avere propri figli.

 DURANTE LA MALATTIA

I pazienti con diagnosi di tumore non dovrebbero impegnarsi consapevolmente nell’avere figli. Questo non significa che, durante il processo di cura, i pazienti si debbano astenere completamente dal sesso. Tuttavia, bisogna fare attenzione che il rapporto non porti alla gravidanza. A questo scopo è necessario utilizzare la contraccezione (uso di preservativi o completa contraccezione ormonale). La sua forma deve essere consultata con il medico ginecologo, dopo una previa visita dal medico oncologo.

APSETTI GENETICI – TUMORI E PROTEZIONI DELLA FERTILITÀ

Sia i disturbi neoplastici, che i problemi di fertilità possono avere una base genetica. Lo sviluppo della civiltà, la crescente concentrazione di fattori che possono provocare lo sviluppo dei tumori ed i metodi di cura del cancro, spesso non rimangono indifferenti alla struttura del materiale genetico dei malati. Ciò può essere la causa di aborti spontanei o problemi nell’ottenimento della gravidanza. La diagnosi dei disturbi genetici è estremamente difficile, ma non impossibile. Al termine del trattamento vale tener conto di una consulenza e diagnostica adeguata, mirata a determinare la possibilità di intraprendere la procreazione.

 SOPRATTUTTO LA CONVERSAZIONE

Gli studi condotti nei centri universitari coinvolti nel trattamento dei pazienti oncologici, confermano che la mera consapevolezza della possibilità di avere figli dopo il ritorno alla salute, dà una maggiore possibilità di successo del trattamento dei pazienti affetti da cancro. Vale quindi discutere con il proprio medico o oncologo circa la possibilità di rimanere incinta al termine del trattamento antitumorale. Questo vale sia per le donne che gli uomini, che sono altrettanto responsabili per l’ottenimento di prole. Vale contattare il centro di trattamento dell’infertilità più vicino, per ottenere informazioni circa la profilassi per la fertilità.


Elenco delle analisi per i candidati donatori dei gameti prelevati al fine di assicurare la fertilità nel futuro (prima del congelamento del seme/tessuto testicolare/tessuto ovarico):

DONNA

UOMO

  • analisi virologiche (metodo sierologico)
    – HIV
    – HBS
    – HCV
    – vdrl (o tpha),
    – CMV NELLA CLASSE IgM
  • ANALISI ISTOPATOLOGICA
  • analisi virologiche (metodo sierologico)
    – HIV
    – HBS
    – HCV
    – vdrl (o tpha),
    – CMV NELLA CLASSE IgM
  • SEMINOGRAMMA
  • mantenimento dell’astinenza sessuale nel periodo di 2-7 giorni dalla raccolta del seme

Inoltre, analisi aggiuntive:

Il periodo di validità delle analisi virologiche è di 2 settimane.

dr n. med. Jarosław Janeczko
mgr inż. Michał Zalewski